lunedì 20 giugno 2011

AMARCORD: DRAGAN STOJKOVIC, IL TALENTO DEI BALCANI




Dragan Stojkovic, nasce in Serbia nella semisconosciuta città di Nis il 3 marzo del 1965. L’ex centrocampista della nazionale jugoslava, è stato senza ombra di dubbio  uno dei migliori calciatori di sempre ad aver vestito la maglia Stella Rossa di Belgrado. Tutto ciò, lo testimonia anche il fatto che insieme a Dragan Dzajic, Vladimir Petrovic e successivamente anche a Dejan Stankovic, è stato uno dei pochi giocatori ad aver conquistato la celebre Stella d’Oro, prestigioso riconoscimento che il club assegna ogni decennio al miglior giocatore di ogni generazione. A soli diciassette anni, era riuscito a coronare il grande sogno di giocare a discreti livelli per la squadra della sua città nativa, il Radnicki Nis. Il ragazzo, dimostrò subito di avere la stoffa del campione, al punto tale da essere addirittura convocato per l’Europeo francese del 1984. Dragan, con un goal in tre partite, è uno dei pochi a salvarsi dalla disfatta generale della sua nazionale. Da quel momento li, per lui si profilava un ascesa senza eguali, verso una carriera che gli avrebbe regalato sicuramente straordinarie soddisfazioni. Per via di un gravissimo infortunio nell’ autunno 1985,  l’appuntamento con il destino venne però rinviato. Nel frattempo, il  Radnicki Nis era tristemente retrocesso in seconda divisione, non garantendo ovviamente a Stojkovic una visibilità degna del suo estro e della sua classe. Di ciò, se ne avvede comunque la Crvena Zvezda (Stella Rossa in lingua slava ndr), il club più prestigioso dell’intera ex Jugoslavia, che lo consacrerà definitivamente a livello internazionale. Nel club belgradese vi rimane quattro anni, segnando 44 goal in 120 partite, condendo il tutto  con i due campionati  vinti nelle stagioni 1987/88 ed 1989/90. Nella squadra biancorossa, ha anche il tempo e l’onore di affrontare  il Milan di Arrigo Sacchi. Ai rossoneri, segna per ben due volte nell’edizione della Coppa Campioni 1988/89, che vide gli slavi arrendersi solo ai rigori (negli ottavi di finale ndr) contro Baresi e compagni. Finita l’esperienza con la Stella Rossa, si butta a capofitto per dare il massimo nei Mondiali di Italia 90. Con la nazionale jugoslava arriva sino a quarti di finale, fermato ancora ai rigori  dall’Argentina di Diego Armando Maradona. Celebre resterà la partita del turno precedente contro la Spagna, dove siglò una doppietta importantissima, permettendo ai sui di imporsi per 2-1 nei tempi supplementari e segnando uno dei suoi due goal con un magistrale calcio di punizione. Poco dopo, arriverà il trasferimento multimiliardario  all’ Olympique Marsiglia, che in quell’estate aveva cercato senza successo anche un certo Diego Armando Maradona. Dopo  aver dettato per anni legge in patria,  i francesi volevano gettare le basi per dire la loro anche in Europa. Il 29 maggio del 1991, si ritrovarono ad affrontare in un inedita  finale di Coppa dei Campioni proprio la Stella Rossa di Belgrado, vecchia squadra di Stojkovic . Il match, che vide le due squadre annullarsi a vicenda,  si protese sino ai calci di rigore, lotteria a cui Stojkovic non volle prendere parte per ovvi motivi. Dagli undici metri, si impose la squadra balcanica, che diventò campione d’Europa per la prima ed unica volta nella sua storia. Per Dragan Stojkovic, entrato in campo solo a tempo inoltrato, è la delusione più grande di un intera carriera, colmata in un autentico vero e proprio dramma sportivo . Da li a poco la via del declino,  transitando anche per l’ Italia nel retrocesso Verona edizione 1991/92.  A soli ventinove anni appena compiuti, ad accoglierlo ci sono il Giappone e il Nagoya Grampus Eight, dove  incontra anche Arsene Wenger ed un Gary Lineker a fine carriera. Nel Sol Levante, è rimasto nel cuore di tutti gli sportivi giapponesi, che lo hanno eletto miglior straniero di sempre della Japan League al pari di Arthur Zico. Magra consolazione, per questo autentico campione, che avrebbe potuto certamente vincere ed offrire di più con la sfera tra i piedi, con i rigori che spesso e volentieri non lo hanno di certo aiutato.


Di Francesco Vitale http://www.magicfootball.eu

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